Champorcher vendesi mono e bilocale arredati, con box

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Vendita 51,00€ - Appartamento
35 + 45 mq 1 Camera da letto 1 Bagno 1 Garage
 
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Champorcher vendesi mono e bilocale arredati, con box, al piano terreno e confinanti, possibilità di accorpamento in un’unica unità immobiliare. La palazzina, dotata di ascensore, con riscaldamento centralizzato e sistema di contabilizzazione a consumo, si trova in posizione tranquilla e ben soleggiata.

E’ presente area verde condominiale, con barbecue.

Champorcher:

Le prime notizie storiche sicure che attestino l’esistenza di una comunità a Champorcher risalgono al XIII secolo, quando la comunità era sottomessa ai potenti signori di Bard, poi soppiantati dai Savoia (nel 1242) e in seguito ancora dai loro successori, i nobili Riccarand, Pompeo Bruiset e Jean-François Freydoz.

La parrocchia, intitolata a San Nicola di Bari, è già citata in una bolla papale del 1176, come dipendente dal vescovo, e comprese, fino al 1625, anche il territorio di Pont-Boset, da quella data costituito in parrocchia autonoma. Anche a Champorcher, come in gran parte dei paesi montani, esiste una comunità umana insediata stabilmente, già molto tempo prima dell’epoca storica. Numerosi indizi lo lasciano pensare: l’esistenza di un lungo muro in una piccola conca a monte di Dondena come a proteggere un sito, la presenza di incisioni rupestri e di un menhir nei pressi del lago Couvert, situato appena al di là del crinale che separa Champorcher da Issogne e di numerosi toponimi del tipo Casteller, Plan Chaté, che rimandano a probabili castellieri neolitici.

Il suo territorio fu sfruttato nel corso del XVIII secolo dalla nascente industria metallurgica, sia per l’estrazione di modeste quantità di ferro, sia, soprattutto, per il taglio indiscriminato dei boschi di conifere, le cui piante erano utilizzate nel fondovalle per alimentare le numerose fabbriche. Nel 1861 sia la comunità di Champorcher sia quella di Pontboset riscattarono definitivamente i loro doveri feudali verso l’ultima erede dei Freydoz, la contessa Gabriella Villa di Montpascal. Subito dopo l’Unità d’Italia fu meta prediletta del primo re Vittorio Emanuele II, per le sue cacce al camoscio e allo stambecco, nell’ampia conca erbosa di Dondena. Fu proprio per facilitare quest’attività che, nel 1862, venne costruita la prima vera strada mulattiera, con una rete di strade laterali grazie al lavoro gratuito degli abitanti di tutta la vallata e con il contributo economico del sovrano.

 

 

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